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Gianni Rodari

 
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Autore Messaggio
Beldanubioblu



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MessaggioInviato: Dom Giu 04, 2006 6:39 pm    Oggetto: Gianni Rodari Rispondi citando







Gianni Rodari

“La fantasia fa parte di noi
come la ragione:
guardare dentro la fantasia
è un modo come un altro
per guardare dentro noi stessi”.





Tra i migliori scrittori per ragazzi del XX secolo, Gianni Rodari nasce il 23 ottobre 1920 a Omegna sul Lago d'Orta, il luogo in cui si erano trasferiti per lavoro i genitori originari della Val Cuvia nel Varesotto.
Il piccolo Rodari frequenta le scuole elementari fino alla quarta nel paese natìo. A soli dieci anni, in seguito alla prematura scomparsa del padre, fornaio nella via centrale del paese, tutta la famiglia è nuovamente costretta a trasferirsi, questa volta a Gavirate, paese natale della madre; qui Gianni ha modo di completare gli studi per la licenza elementare.

La povera donna rimasta priva del compagno può fortunatamente contare
sull'aiuto di Gianni e dei suoi due fratelli Cesare e Mario: questi sono decisamente più vivaci di Gianni che viceversa era un bambino sensibile e piuttosto solitario, poco incline a stringere amicizia con i suoi coetanei.
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Tale è l'interiorità di Rodari e la sua intensa spiritualità, così diverso gli pare di essere rispetto ai ragazzi che lo circondano, che il 5 agosto 1931 fa richiesta di entrare in seminario per frequentare il ginnasio. Si distingue subito per le ottime capacità diventando ben presto il primo della classe. Risultati confermati anche in seguito fino all'inizio della terza quando nell'ottobre 1933 si ritira dal liceo.

Conclude l'anno scolastico a Varese ma, stranamente, non prosegue gli studi liceali bensì sceglie di trasferirsi alle scuole magistrali. Un segno premonitore dell'eccezionale spirito pedagogico e dell'enorme amore per i bambini che già da allora questo timido intellettuale nutriva.

Inoltre, già a partire dal 1935, Rodari militava nell'Azione Cattolica arrivando per un certo periodo a ricoprire l'incarico di presidente di zona.

Nel 1936 pubblica otto racconti sul settimanale cattolico "L'azione giovanile" e inizia una collaborazione con "Luce" diretto da Monsignor Sonzini. Nel 1937 inizia un periodo di profondi cambiamenti interiori. Lascia la presidenza dei giovani gaviratesi dell'Azione cattolica, uno strappo destinato a non ricucirsi mai più.

Intanto Rodari persegue tenacemente la sua strada e dietro al ragazzino timido che non socializzava con nessuno si scopre un uomo forte capace di grandi iniziative. Diventa dapprima istitutore presso una famiglia ebrea di Sesto Calende poi si iscrive all'Università Cattolica, senza però arrivare alla laurea. In seguito viene assunto come maestro elementare in diversi paesi del Varesotto. Ironia della storia: Gianni Rodari viene valutato "insufficiente" come insegnante perchè si rifiuta di assumere un incarico nel partito fascista.

A partire da questo episodio, il suo impegno politico viene sempre più delineandosi. Dopo il 25 luglio 1943 inizia una collaborazione con "resistenti comunisti" e l'anno dopo, nel maggio 1944, si arruola nella Squadra di azione Patriottica di Saronno. Iscrittosi al Partito Comunista Italiano, ne diventa funzionario. Nel marzo 1947 viene chiamato al quotidiano "L'Unità" di Milano come inviato speciale.
Sul giornale pubblica le prime filastrocche per bambini.

Nel 1950 a Roma dirige "Il Pioniere", cui diede un significativo contributo come scrittore e come organizzatore di un progetto educativo. Sposato con Maria Teresa Ferretti da cui ebbe la figlia Paola, passò alla direzione di "Avanguardia", settimanale della FGCI. Nel 1956 rientra a "L'Unità" di Roma come capocronista, mentre nel 1958 è a "Paese sera" in qualità di inviato speciale, commentatore e corsivista: incarico che manterrà fino alla sua scomparsa, avvenuta a Roma il 14 aprile 1980 per collasso cardiocircolatorio a seguito di un intervento operatorio per liberare una vena occlusa nella gamba sinistra.

Gli anni della scrittura per l'infanzia e della notorietà sono comunque quelli dal 1960 in poi. Incomincia a pubblicare per una prestigiosa casa editrice come Einaudi e la sua fama si diffonde in tutta Italia. Il primo libro che esce con la nuova casa editrice è "Filastrocca in cielo ed in terra" nel 1959. Solo nel 1962-63 raggiunge una certa tranquillità economica grazie alla collaborazione a "La via migliore" e all'enciclopedia per ragazzi "I quindici".

Gianni Rodari vinse nel 1970 il Premio Andersen, prestigioso riconoscimento alla sua opera di scrittore per l'infanzia.

Dal 1992 le opere di Rodari sono illustrate per la Einuadi Ragazzi dal famoso fumettista Altan.







Aforismi


«Nel paese della bugia, la verità è una malattia.»



Fonte:Leonardo.it



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Beldanubioblu



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MessaggioInviato: Dom Giu 04, 2006 6:50 pm    Oggetto: Rispondi citando



FILASTROCCHE


Filastrocca impertinente


Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà







Gli odori dei mestieri


Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio,
di farina il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è un buon odore.
I fannulloni, strano però
non sanno di nulla e puzzano un po'






Dopo la pioggia

Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l'arcobaleno:

è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.

È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede - questo è il male -
soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.






Il pescatore

Pescatore che vai sul mare,
Quanti pesci puoi pescare?
Posso pescarne una barca piena
Con un tonno e una balena,
Ma quel ch' io cerco nella rete
Forse voi non lo sapete:
Cerco le scarpe del mio bambino
Che va scalzo, poverino.
Proprio oggi ne ho viste un paio
Nella vetrina del calzolaio:
Ma ce ne vogliono di sardine
Per fare un paio di scarpine.....
Poi con due calamaretti
Gli faremo i legaccetti.







Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone :
'Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!".






Le favole a rovescio


C'era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov'è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone...,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Qualche volta le favole
succedono all'incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,
il Principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola.







Natale

È nato! Alleluia! Alleluia!
È nato il Sovrano Bambino.
La notte che già fu si buia
risplende d'un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaie
sonate, squillate, campane!
Venite, pastori e massaie
o genti vicine e lontane!

Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore?
È nato nel nostro paese!

La notte che già fu si buia
risplende d'un astro divino,
è nato il Sovrano Bambino.
È nato! Alleluia! Alleluia!







A voce bassa


Filastrocca a voce bassa,
chi è di notte che passa e ripassa?
E' il principe Fine e non può dormire
perché a sentito una foglia stormire?
O forse é l'omino dei sogni che porta
i numeri del lotto di porta in porta?
E' un signore col mal di denti
in compagnia di mille tormenti?
L'ho visto: é il vigile notturno
che fa la ronda taciturno:
i ladri scantonano per la paura,
la città dorme sicura.



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MessaggioInviato: Dom Giu 04, 2006 9:07 pm    Oggetto: Rispondi citando




La parola "piangere"



Un giorno tutti saremo felici.
Le lacrime, chi le ricorderà?
I bimbi scoveranno
nei vecchi libri
la parola "piangere"
e alla maestra in coro chiederanno:
"Signora, che vuol dire?
Non si riesce a capire".
Sarà la maestra,
una bianca vecchia
con gli occhiali d'oro,
e dirà loro:
Così e così.
I bimbi lì per lì
non capiranno.
A casa, ci scommetto,
con una cipolla a fette
proveranno e riproveranno
a piangere per dispetto
e ci faranno un sacco di risate...
E un giorno tutti in fila,
andranno a visitare
il Museo delle lacrime:
io li vedo, leggeri e felici,
i fiori che ritrovano le radici.
Il Museo non sarà tanto triste:
non bisogna spaventare i bambini.
E poi, le lacrime di ieri
non faranno più male:
è diventato dolce il loro sale.
...E la vecchia maestra narrerà:
"Le lacrime di una mamma senza pane...
le lacrime di un vecchio senza fuoco...
le lacrime di un operaio senza lavoro...
le lacrime di un negro frustato
perché aveva la pelle scura..."
"E lui non disse nulla?"
"Ebbe paura?"
"Pianse una sola volta ma giurò:
una seconda volta
non piangerò".
I bimbi di domani
rivedranno le lacrime
dei bimbi di ieri:
del bimbo scalzo,
del bimbo affamato,
del bimbo indifeso,
del bimbo offeso, colpito, umiliato...
Infine la maestra narrerà:
"Un giorno queste lacrime
diventarono un fiume travolgente,
lavarono la terra
da continente a continente,
si abbatterono come una cascata:
così, così la gioia fu conquistata".





IL MUSEO DEGLI ERRORI


Signori e signore ,
venite a visitare
il museo degli errori,
delle perle più rare.

Osservate da questa parte
lo strano animale gato :
ha tre zampe, un solo baffo
e dai topi viene cacciato.

Nel secondo reparto
c'è l'ago Maggiore:
provate a fare un tuffo ,
sentirete che bruciore .

Ora tenete il fiato :
l'eterna "roma" vedremo
tornata piccola piccola
come ai tempi di Romolo e Remo .

Per colpa di una minuscola
la storia gira all'indietro:
questa "roma" ci sta tutta
sotto la cupola di San Pietro .






SULLA LUNA

Sulla Luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella Luna
lui da un pezzo ci sa stare...

A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.

Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!





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MessaggioInviato: Gio Giu 15, 2006 6:20 pm    Oggetto: Rispondi citando





Alla formica


Chiedo scusa alla favola antica

se non mi piace l'avara formica.

Io sto dalla parte della cicala

che il più bel canto non vende, regala.


Rivoluzione


Ho visto una formica
in un giorno freddo e triste

donare alla cicala

metà delle sue provviste.



Tutto cambia: le nuvole,

le favole, le persone.....

La formica si fa generosa.....

E' una rivoluzione.



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